DEL GOVERNO TECNICO E DELLA POLITICA, QUELLA VERA
Sono profondamente convinto che il governo tecnico sia una pessima soluzione non tanto perché estromette dal processo decisionale la politica intesa come partiti e parlamentari, ma perché estromette la politica vera, intesa come “gestione della polis”, cioè perché attraverso l’estromissione dei partiti taglia di fatto il rapporto con il popolo.
Mi domando come chi non ha contatti con il popolo e con le sue problematiche possa prendere delle decisioni che recepiscano non tanto i DESIDERI dei cittadini, quanto le loro NECESSITA.
Avremo al governo uno stuolo di professori universitari (mestiere onorabilissimo e necessario ma non propriamente rappresentativo della popolazione) perlopiù provenienti da ambienti economico/finanziari, cioè proprio da quelli da cui i problemi si sono originati, che adesso interverranno sulla carne viva dei cittadini senza comprenderene bene le esigenze, senza saper prevedere le conseguenze delle loro decisionie, soprattutto, senza dovere rendere mai conto a quei cittadini delle misure prese, in una arena politica..
Sono allibito nel vedere come le parti sociali e la maggior parte dei partiti plaudano a questo esproprio di rappresentanza delle istanze sociali che nella antica polis aveva un nome preciso: tirannia
Viene da pensare che i partiti e soprattutto i rappresentanti delle categorie che si adattano così facilmente e con un certo sollievo a questa parentesi della vita democratica lo facciano perché la rottura con le istanze del popolo, nel loro intimo l'hanno già consumata. Preferiscono il "tiranno", che decide per tutti e nel chiuso della sua prospettiva limitata alla propria esperienza di vita personale piuttosto che intraprendere loro quelle che la loro sensibilità appunto politica dovrebbe fargli ritenere le migliori misure e poi confrontarsi, nell'arena della POLITICA con la popolazione, con coloro le cui istanze del breve e del lungo termine dovrebbero rappresentare.