Perchè gli scalini e gli scaloni non generano risparmi strutturali
E' opinione diffusa che un eventuale ripristino dello "scalone" con anticipo della regola 97 dal 2013 al 2012 darebbe un grosso aiuto alla riduzione strutturale dei costi dello Stato; ciò viene contrapposto, come forma appunto di risparmio, ad altri interventi quale una patrimoniale una tantum, indicando che quest'ultima darebbe un beneficio solo nell'esercizio corrente mentre il primo darebbe un risparmio così detto appunto strutturale.
Bene, siamo di fronte all'ennesima bugia che viene quietamente contrabbandata come verità scolpita nel marmo; infatti posticipare la erogazione di pensioni ai 61enni del 2013 per rinviarli al 2014 dà un risparmio nell'esercizio 2013 mentre nel 2014, a meno di non cambiare anche le regole per quell'anno, i "rinviati" andranno a sommarsi alle uscite già previste.
Qualcuno potrebbe obiettare che si può innalzare ulteriormente l'età nel 2014 ma anche in questo caso si tratterebbe di un rinvio temporaneo di costi, a meno che non si procedesse all'infinito, cosa ovviamente impossibile.
Al termine della entrata in vigore della attuale riforma, il risultato sarà comunque che ogni anno usciranno in pensione meno persone ripetto ad oggi e questo è il vero risparmio strutturale insito già nella riforma Dini di 15 anni fa.
L'anticipo dei tempi della riforma non aggiunge risparmi strutturali ma caso mai li anticipa, pertanto può aiutare a migliorare il bilancio del 2013 ma certamente non incide su quelli del 2015 o, peggio, del 2020.
Si dovrebbe quindi collocare la eventuale accelerazione della riforma nella categoria di risparmi di cassa nell'immediato, così come altre una tantum.
Pertanto, volendo valutare la necessità o la fattibilità di questo intervento occorre soppesare il forte impatto sociale derivante da una accelerazione improvvisa e con due mesi di preavviso (sarebbe la prima volta nella storia) non con un miglioramento perenne dei conti dello stato, ma con la copertura di un buco nell'immediato, alla stregua di una prelievo una tantum sui patrimoni oppure di una imposta straordinaria.
Insomma, si vorrebbe fare cassa e subito, non certo posizionare lo Stato meglio nel medio o lungo termine.