PENSIONATI E PENSIONANDI SEMBRANO LE UNICHE MUCCHE DA MUNGERE
Non passa giorno, in questa maledetta estate, senza che qualche politico, industriale, economista o giornalista non rilasci fosche dichiarazioni indicando che si deve con urgenza mettere mano al sistema pensionistico.
Nessuno però fornisce mai cifre e dati a sostanziare questa presunta necessità che sembra divenire giorno per giorno l'ultimo salvagente a cui dovrebbe aggrapparsi questa italietta per non affondare.
Le affermazioni sono sempre generiche, la Marcegaglia o il Cazzola di turno dicono semplicemente che "bisogna urgentemente riformare le pensioni"; senza argomentare in modo razionale e logico il perchè si debba farlo.
Sembra che una "lobby del taglio alle pensioni" si sia messa in moto pesantemente e in modo sufficientemente arrogante da non sentire nepoure il bisogno di motivare le ragioni; beninteso, la schiera è folta e risonante di nomi ritenuti autorevoli: Marcegaglia, Bombassei, Crosetto, Stracquadanio, Maurizio Ferrera, Corsaro, Crosetto, Meloni, ma nessuno, dico nessuno, va oltre le enunciazioni di principio; forse perchè i numeri se portati, direbbero il contrario.
Ma si sa, a forza di ripetere ossessivamente un concetto, lo stesso rischia di acquistare presso l'opinione piubblica l'apparenza di verità; Goebbels e in tempi più remoti Talleyrand, avevano già ben compreso la forza della propaganda.
Bene, questo blog si propone di raccogliere informazioni precise, possibilmente dati certi, statistiche di enti autorevoli, dichiarazioni attendibili da fonti qualificate nello specifico campo, per supportare l'idea che, dopo svariate riforme fatte, il nostro sistema pensionistico regge nell'immediato ma soprattutto nel medio e nel lungo termine e che pertanto non è necessario metterci mano, tantomeno con urgenza.
Il blog si propone anche di raccogliere adesioni dietro a questa idea e poi di preparare un movimento di resistenza a eventuali misure draconiane che i nostri politici pensassero di adottare sulla spinta della "lobby antipensioni"; perchè nel caso questo accada occorre un movimento di massa che si opponga a ciò, civilmente ma fermamente e bisogna che il movimento non possa essere liquidato come asservito a una parte politica ma che si possa qualificare come la resistenza di gruppi di cittadini, senza distinzione di ceto, simpatie politiche o appartenenza a gruppi.
Il blog si propone infine di raggiungere sufficiente visibilità da costituire un polo di informazione alternativa e speriamo supportata da dati, che contrapponga alla logica dello sfascio del sistema una credibile e sostenibile logica del mentenimento al meglio.
Sono alle prime armi nell'allestimento di un blog e pertanto accoglierò con piacere chiunque possa aiutare a amministrarlo e a farlo crescere fino a raggiungere quanto proposto.
Inizierò fornendo spunti presi dall'informazione che circola in questi giorni; spero che molti si aggiungeranno al gruppo perchè senza una organizzazione di resistenza il nostro sistema pensionistico è a rischio.
Invito tutti a mantenere i propri commenti e contributi nei limiti del confronto civile, in modo che non sia mai necessario censurare nessuno.
Forza, mettiamoci al lavoro!
Michele